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	<title>Erica De Angelis Biologa Nutrizionista</title>
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	<description>La Tua Nutrizionista &#124; Roma</description>
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		<title>IL SUCCESSO DELLA PASTA DI LEGUMI</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2023/01/26/il-successo-della-pasta-di-legumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 13:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sugli scaffali dei supermercati occupa sempre più spazio la pasta di legumi, cioè un tipo di pasta dai formati simili a quelli classici (fusilli, penne, spaghetti) creata<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sugli scaffali dei supermercati occupa sempre più spazio la pasta di legumi, cioè un tipo di pasta dai formati simili a quelli classici (fusilli, penne, spaghetti) creata però a partire da farine di legumi invece che da farina di grano duro. Le varianti più diffuse sono quelle prodotte con farina di ceci, di lenticchie rosse, di piselli e, più raramente, di fagioli, ma ne esistono anche versioni preparate con un mix di farine di legumi e cereali, come mais e riso.</p>
<p>Questo tipo di pasta, nata come alternativa per i celiaci, è riuscita in pochi anni ad ampliare il suo pubblico di consumatori spesso per motivazioni di tipo salutistico. In realtà, non esistono studi definitivi che dimostrino che la pasta di legumi abbia dei benefici diretti sulla salute umana, ma la sua composizione nutrizionale ha delle caratteristiche favorevoli per alcune categorie di consumatori come, ad esempio, chi ha problemi a controllare la glicemia visto il basso indice glicemico e l’elevato contenuto di fibre rispetto alla pasta di frumento (anche integrale). Il cospicuo apporto di fibre fa della pasta di legumi un ottimo prebiotico (nutrimento per la flora batterica intestinale) nonché alleato nella prevenzione e nella terapia alimentare contro la stipsi. La pasta di legumi, infine, è perfetta nella dieta per la celiachia, per l’intolleranza al lattosio e all’istamina.</p>
<p>Una particolare attenzione va però sempre posta alla lettura delle etichette, soprattutto in caso di allergie importanti poiché mentre per la pasta di frumento esiste un disciplinare specifico (per cui se leggiamo “pasta di frumento” è sott’inteso che negli ingredienti ci siano acqua e farina di frumento), le paste di legumi sono una categoria molto vasta che può contenere anche dei mix di farine, atti a creare un prodotto palatabile e capace di tenere la cottura. Attenzione dunque ad eventuali allergie!</p>
<p>Una precisazione: la pasta di legumi può essere sicuramente integrata nella propria dieta, ma non come un sostituto di legumi o di altra fonte proteica. Può essere piuttosto utilizzata come buon sostituto alla pasta di frumento.</p>
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<p>Dott.ssa Erica De Angelis</p>
<p>Biologa Nutrizionista</p>
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		<title>7 Ricette Fit Invernali</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/11/28/7-ricette-fit-invernali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 13:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Clicca sul seguente link per scaricare gratuitamente la brochure &#8220;7 RICETTE FIT INVERNALI&#8221; ideate per te! https://www.fitfooditaly.com Dott.ssa Erica De Angelis Federica Cesino &#160; &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Clicca sul seguente link per scaricare gratuitamente la brochure &#8220;7 RICETTE FIT INVERNALI&#8221; ideate per te!</p>
<p><a href="https://www.fitfooditaly.com">https://www.fitfooditaly.com</a></p>
<p>Dott.ssa Erica De Angelis</p>
<p>Federica Cesino</p>
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		<title>Mangiare più tardi aumenta la fame, diminuisce le calorie bruciate e cambia il tessuto adiposo</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/11/07/mangiare-piu-tardi-aumenta-la-fame-diminuisce-le-calorie-bruciate-e-cambia-il-tessuto-adiposo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 17:06:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se già le regole generali di una dieta sana sconsigliano gli spuntini di mezzanotte, pochi studi si sono soffermati sugli effetti simultanei di un’alimentazione tardiva<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se già le regole generali di una dieta sana sconsigliano gli spuntini di mezzanotte, pochi studi si sono soffermati sugli effetti simultanei di un’alimentazione tardiva nel rischio di obesità: è esattamente quello che ha fatto, invece, una <a href="https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S1550413122003977">ricerca</a> condotta da studiosi del Brigham and Women’s Hospital di Boston, che ha scoperto che il momento della giornata in cui mangiamo influisce in modo significativo sul nostro dispendio energetico, sull’appetito e sui percorsi molecolari nel tessuto adiposo. Pubblicato su Cell Metabolism, lo studio ha scoperto che mangiare quattro ore più tardi fa molta differenza per i livelli di fame, per il modo in cui bruciamo calorie dopo aver mangiato e il modo in cui immagazziniamo il grasso. Il team ha studiato 16 pazienti con un indice di massa corporea nel range di sovrappeso o obesi, scoprendo che mangiare più tardi ha effetti profondi sulla fame e sugli ormoni che regolano l’appetito (leptina e grelina), che influenzano la nostra spinta a mangiare. In particolare, i livelli del primo, che segnala la sazietà, sono diminuiti nelle 24 ore in caso di alimentazione tardiva rispetto alle condizioni di alimentazione precoce. Quando i partecipanti hanno mangiato più tardi, hanno anche bruciato calorie a un ritmo più lento e hanno mostrato l’espressione genica del tessuto adiposo verso una maggiore adipogenesi e una diminuzione della lipolisi, che promuovono la crescita del grasso.</p>
<p>(Agonb) Cdm 13:00</p>
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		<title>La cannella</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/11/07/la-cannella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 16:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cannella (Cinnamomum zeylanicum e cassia) è una spezia dal sapore dolce e speziato che deriva dalla corteccia essiccata di un albero sempreverde tropicale, originario della<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cannella (Cinnamomum zeylanicum e cassia) è una spezia dal sapore dolce e speziato che deriva dalla corteccia essiccata di un albero sempreverde tropicale, originario della Cina e dell’isola di Ceylon. È molto utilizzata in cucina, soprattutto nella realizzazione di dolci sia in Italia che in tutto il mondo e rientra nella composizione di prodotti cosmetici e profumieri. Apporta numerosi benefici all’organismo umano, soprattutto grazie ad una molecola (chiamata “eugenolo”) presente nel suo olio essenziale.</p>
<p>Quali sono le sue proprietà?</p>
<ul>
<li>Migliora le difese dell’organismo, prevenendo e contrastando gli stati da raffreddamento;</li>
<li>Regola il flusso mestruale;</li>
<li>Aiuta lo scioglimento dei grassi nell’apparato digerente, potenziando l’attività di alcuni enzimi digestivi;</li>
<li>Contribuisce a tenere sotto controllo i problemi di glicemia annullando i picchi glicemici dopo i pasti;</li>
<li>Riduce i fattori di rischio di prediabete;</li>
<li>Ha un effetto protettivo sul cuore;</li>
<li>Controlla la policistosi ovarica (PCO);</li>
<li>Combatte i microbi, i funghi e i batteri;</li>
<li>Disinfettante su tagli o piccole escoriazioni;</li>
<li>Ha proprietà toniche, deodoranti e purificanti per la pelle.</li>
</ul>
<p>Attenzione però, consumata in grosse quantità può provocare diarrea, sonnolenza e danni epatici. Ne è sconsigliato l’utilizzo alle donne in gravidanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Erica de Angelis</p>
<p>Biologa nutrizionista</p>
<p>Esperta in nutrizione clinica e disturbi alimentari</p>
<p>deangelis.nutrizionista@gmail.com</p>
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		<title>TABELLE DI CONVERSIONE CRUDO-COTTO</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/02/26/tabelle-di-conversione-crudo-cotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2022 14:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La seguente tabella può essere un valido aiuto per chi desidera convertire il peso di un alimento da crudo a cotto. Richiede, come spiegato nel documento,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La seguente tabella può essere un valido aiuto per chi desidera convertire il peso di un alimento da crudo a cotto.</p>
<p>Richiede, come spiegato nel documento, lo svolgimento una semplice operazione per tipologia di alimento considerato.</p>
<p><a href="https://www.latuanutrizionistaroma.it/wp-content/uploads/2022/02/TABELLA-DI-CONVERSIONE.pdf">TABELLA DI CONVERSIONE</a></p>
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		<title>QUANTI CAFFE’ SI POSSONO BERE AL GIORNO?</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/02/24/quanti-caffe-si-possono-bere-al-giorno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 18:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni momento è buono per berne uno: la mattina appena svegli, in pausa con i colleghi, dopo i pasti principali, nel pomeriggio con la mamma o<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni momento è buono per berne uno: la mattina appena svegli, in pausa con i colleghi, dopo i pasti principali, nel pomeriggio con la mamma o con gli amici.</p>
<p>Stiamo parlando del caffè, una delle bevande più amate e consumate in tutto il mondo.</p>
<p>C’è chi lo preferisce amaro e ristretto, chi invece non riesce a mandarlo giù se non accompagnandolo con un generoso cucchiaino di zucchero.</p>
<p>Se da un lato è stato scientificamente provato che bere caffè può apportare benefici a tutto l’organismo, dall’altro è chiaro che non bisogna abusarne. Qual è, allora, la dose consigliata oltre la quale i benefici si trasformano in controindicazioni?</p>
<p>Sembra difficile da credere, ma una sola tazzina di caffè è in grado di offrire tantissimi benefici all’organismo umano. I chicchi del caffè sono infatti ricchi di sostanze dalle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie ed energizzanti. Tra queste, la caffeina è quella più abbondante e rappresenta la principale responsabile dei vantaggi prodotti dalla bevanda.</p>
<p>La caffeina è una sostanza organica appartenente alla famiglia degli alcaloidi che si trova in alcune piante oltre a quella del caffè, tra cui quella del cacao e di guaranà.</p>
<p>Uno dei principali effetti che essa produce è l&#8217;eccitazione: una volta raggiunto il cervello e il sistema nervoso, questa favorisce il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina, la noradrenalina e la serotonina, attivando i neuroni. Inoltre, produce effetti positivi sulla memoria (migliora la concentrazione), sull’umore e, in generale, su tutte le funzioni cerebrali.</p>
<p>Infine, non sono da sottovalutare le implicazioni emotive e sociali di questa preziosa bevanda. Molto spesso, infatti, bere un caffè in compagnia è il modo migliore per coltivare le relazioni e circondarsi degli affetti più cari.</p>
<p>Berne troppo, però, può dare origine a controindicazioni per la salute, soprattutto per quella del cuore: a causa del suo effetto eccitante può aumentare il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e relative al sistema nervoso causando tachicardia, insonnia, ipertensione e nervosismo.</p>
<p>A livello gastrointestinale, invece, la stimolazione della secrezione gastrica prodotta dalla caffeina può tradursi in danni al sistema digerente. Di base, infatti, il caffè fa male a chi soffre di disturbi all’apparato digerente, come ulcere, gastriti e reflusso.</p>
<p>Quanti caffè si possono bere al giorno, allora, per mantenersi in salute e godere di tutti i benefici che la caffeina offre? Secondo la scienza 3-4 tazzine è la quantità da non superare se si parla di caffè espresso.<br />
È opportuno considerare, infatti, che ogni tipologia di caffè contiene concentrazioni di caffeina differenti. Il classico espresso ne contiene dai 50 ai 70 mg, l’americano circa il doppio, mentre il decaffeinato appena 8 mg; insomma, è importante non ingerire più di 400 mg di caffeina al giorno. A tal proposito, quindi, bisogna tenere in considerazione anche quella assunta attraverso altri alimenti, come il cioccolato, il tè, la coca cola e gli energy drink.</p>
<p>Infine, dovrebbero prestare particolare attenzione a queste indicazioni soprattutto le donne in dolce attesa dove la quantità di caffeina assunta dovrebbe essere dimezzata, pertanto i caffè consentiti sono 1-2 al giorno, incluso quello che si beve ad esempio la mattina con il cappuccino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Dott.ssa Erica de Angelis</p>
<p>Biologa nutrizionista</p>
<p>Esperta in nutrizione clinica e disturbi alimentari</p>
<p>deangelis.nutrizionista@gmail.com</p>
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		<item>
		<title>IL BERGAMOTTO: un ottimo alleato contro il colesterolo</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/02/24/il-bergamotto-un-ottimo-alleato-contro-il-colesterolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bergamotto è un agrume dall’aspetto simile al limone e grande come un’arancia. Il suo succo contiene due sostanze della famiglia dei flavonoidi (Esperetina e Naringenina)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bergamotto è un agrume dall’aspetto simile al limone e grande come un’arancia. Il suo succo contiene due sostanze della famiglia dei flavonoidi (Esperetina e Naringenina) che hanno gli stessi effetti anticolesterolo dei farmaci ipocolesterolemizzanti di sintesi (le statine) ma senza gli effetti collaterali di questi ultimi. Numerosi studi affermano che il frutto contribuisce alla diminuzione dei livelli ematici di colesterolo LDL e all’aumento di quelli di colesterolo HDL aiutando a mantenere in salute i nostri vasi sanguigni e prevenendo i disturbi cardiovascolari.</p>
<p>Si consiglia l’assunzione di succo di bergamotto circa 20 minuti prima dei pasti principali facendo attenzione al fai-da-te: in caso di terapie anticoagulanti o altre terapie farmacologiche in corso, è sempre meglio chiedere consiglio al proprio nutrizionista per evitare effetti collaterali ed interazioni negative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Erica de Angelis</p>
<p>Biologa nutrizionista</p>
<p>Esperta in nutrizione clinica e disturbi alimentari</p>
<p>deangelis.nutrizionista@gmail.com</p>
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		<title>COLESTEROLO: occorre evitare le uova?</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2022/02/24/colesterolo-occorre-evitare-le-uova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’uovo è un alimento che trova larghissimo utilizzo in cucina, sia come alimento singolo che come ingrediente di preparati. Contiene importanti nutrienti come proteine di elevata<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’uovo è un alimento che trova larghissimo utilizzo in cucina, sia come alimento singolo che come ingrediente di preparati. Contiene importanti nutrienti come proteine di elevata qualità, vitamine e minerali. Al contrario di ciò che si crede, non si tratta di un alimento classificabile come “grasso” poiché al suo interno è presente una quota molto bassa di lipidi (situati prevalentemente nel tuorlo). Il componente da sempre più discusso di questo alimento è il colesterolo, che ha portato le uova ad essere demonizzate soprattutto per chi ha problemi di elevati livelli di colesterolo ematico. In realtà, ciò che è stato appurato è che non è tanto il colesterolo in sé assunto con l&#8217;alimentazione a sbilanciare il profilo lipidico ematico ma l&#8217;introduzione con la dieta di rilevanti quantità di acidi grassi saturi e acidi grassi trans (questi ultimi presenti in alcuni prodotti industriali, nei latticini e nella carne dei ruminanti), ma anche di zuccheri.</p>
<p>Potenzialmente, potremmo assumere senza particolari rischi per la salute anche fino ad un uovo al giorno tenendo comunque presente che non è il singolo alimento a compromettere l&#8217;effetto della alimentazione su nostro organismo ma la dieta nel suo complesso. Per questo motivo è importante focalizzarsi sul resto dell&#8217;alimentazione che deve sempre prevedere elevate quantità di verdura e in generale una buona quantità di fibre, estrema varietà nelle scelte e alternanza tra le fonti proteiche, includendo di frequente i prodotti vegetali, come i legumi abbinati ai cereali, e preferendo il pesce tra le fonti animali.</p>
<p>Le linee guida della Società italiana di Nutrizione, nella sua ultima revisione, raccomandano da 1 a 4 uova alla settimana, avendo ritenuto che sia un buon compromesso sia per le persone in salute che per quelle affette da particolari patologie per le quali è richiesta una maggiore attenzione alla dieta.</p>
<p>Si tratta di consigli rivolti alla popolazione generale che comunque richiedono l’intervento di professionisti del settore (biologo nutrizionista, dietologo e dietista) in grado di dare consigli mirati dopo aver valutato i parametri ematici e le abitudini alimentari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dott.ssa Erica de Angelis</p>
<p>Biologa nutrizionista</p>
<p>Esperta in nutrizione clinica e disturbi alimentari</p>
<p>deangelis.nutrizionista@gmail.com</p>
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		<title>Le arachidi consigliate ai più giovani</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2021/10/18/le-arachidi-consigliate-ai-piu-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cynasky]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 16:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 16 ottobre 2021 (AgOnb) – Uno studio, pubblicato su Clinical Nutrition, condotto dagli scienziati della Facoltà di Farmacia e Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Barcellona, dell’Hospital<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 16 ottobre 2021 (AgOnb) – Uno <a href="https://www.clinicalnutritionjournal.com/article/S0261-5614(21)00437-4/fulltext">studio</a>, pubblicato su <strong><em>Clinical Nutrition</em></strong>, condotto dagli scienziati della Facoltà di Farmacia e Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Barcellona, dell’Hospital Cli’nic e dell’August Pi i Sunyer Biomedical Research Institut (IDIBAP), sostiene che l’assunzione giornaliera di arachidi nei giovani e in buona salute potrebbe avere effetti benefici sulla funzione cognitiva e sulla capacità di rispondere allo stress. Il team, guidato da Rosa M. Lamuela, ha esaminato i pregi delle arachidi, un prodotto ad alto contenuto energetico, ricco di acidi grassi, proteine, fibre, polifenoli e composti bioattivi di potenziale interesse per la salute umana. I ricercatori hanno coinvolto 63 volontari sani tra 19 e 33 anni, a cui è stato chiesto di assumere quotidianamente arachidi. “La maggior parte degli studi di intervento nutrizionale viene condotta in coorti caratterizzate da obesità o fattori di rischio associati a malattie metaboliche – afferma l’autrice – in questi casi è più facile osservare un effetto benefico aggiungendo un alimento sano nel regime abituale. Il nostro lavoro mostra che l’assunzione giornaliera di prodotti a base di arachidi può portare a un miglioramento della funzione cognitiva e della risposta allo stress anche in una popolazione giovane e sana, in cui è tipicamente più complicato ottenere risultati evidenti”. “Non abbiamo notato differenze significative tra il consumo di burro di arachidi e noccioline intere negli effetti – riporta la scienziata – e sembra che l’età non abbia influenzato le analisi statistiche. Questo è un elemento di interesse dato che in molti casi si osservano variazioni in base all’età del campione considerato”. “Questo studio mostra risultati promettenti che richiedono conferma in coorti più estese – commenta Lamuela – speriamo di ampliare la ricerca sugli effetti del consumo di prodotti a base di arachide e dei composti bioattivi sul microbiota attraverso analisi di composizione microbica, microbioma, lipidomica e trascrittomica. L’obiettivo è di individuare i meccanismi coinvolti nell’asse intestino-cervello dopo il consumo di noccioline”. (AgOnb) Mmo 11:00</p>
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		<title>OSTEOPOROSI: come prevenirla</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2021/10/18/osteoporosi-come-prevenirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cynasky]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 14:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>osteoporosi </strong>è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico ed aumentato rischio di fratture. Si tratta di una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide molto spesso con la comparsa di una <strong>frattura da fragilità spontanea o data da traumi di lieve entità</strong>.</p>
<p>Un adeguato introito di<strong> alimenti ad elevato contenuto di calcio</strong> come latte e derivati, noci, nocciole, mandorle, spinaci, soia, pesce lattarino ma soprattutto acqua minerale calcica è strategico per favorire il corretto rimodellamento scheletrico e l’acquisizione ed il mantenimento della massa ossea. Attenzione però agli alimenti che possono rallentarne l’assorbimento: si consiglia di non superare il consumo di 35g di fibra al giorno (presente soprattutto in alimenti integrali, frutta e verdura).</p>
<p>Affinché il calcio introdotto con gli alimenti venga assorbito correttamente è necessario inoltre avere normali livelli circolanti di <strong>vitamina D</strong> garantiti da una regolare esposizione al sole.</p>
<p>L’<strong>esercizio fisico </strong>è un altro importante tassello nella strategia di prevenzione delle fratture poiché aumenta la massa ossea e riduce la sua decalcificazione, favorendo i processi di mineralizzazione e quindi la deposizione di calcio. Il via, dunque, a lunghe passeggiate, bicicletta ed esercizi a corpo libero.</p>
<p>Infine, è importante eliminare quei fattori di rischio che portano ad una perdita progressiva di massa ossea, come l’<strong>abuso di alcool</strong> ed il <strong>fumo di sigarette</strong> e di limitare, quando non strettamente necessario, l’utilizzo di farmaci ad effetto osteopenizzante.</p>
<p>Quando l’osteoporosi si è instaurata e soprattutto quando essa si complica con le fratture, alle modifiche dello stile di vita bisogna aggiungere necessariamente una terapia farmacologica anti-osteoporotica.</p>
<p>Dott.ssa Erica de Angelis</p>
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