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	<title>cynasky, Autore presso Erica De Angelis Biologa Nutrizionista</title>
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	<description>La Tua Nutrizionista &#124; Roma</description>
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		<title>Le arachidi consigliate ai più giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cynasky]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 16:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 16 ottobre 2021 (AgOnb) – Uno studio, pubblicato su Clinical Nutrition, condotto dagli scienziati della Facoltà di Farmacia e Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Barcellona, dell’Hospital<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 16 ottobre 2021 (AgOnb) – Uno <a href="https://www.clinicalnutritionjournal.com/article/S0261-5614(21)00437-4/fulltext">studio</a>, pubblicato su <strong><em>Clinical Nutrition</em></strong>, condotto dagli scienziati della Facoltà di Farmacia e Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Barcellona, dell’Hospital Cli’nic e dell’August Pi i Sunyer Biomedical Research Institut (IDIBAP), sostiene che l’assunzione giornaliera di arachidi nei giovani e in buona salute potrebbe avere effetti benefici sulla funzione cognitiva e sulla capacità di rispondere allo stress. Il team, guidato da Rosa M. Lamuela, ha esaminato i pregi delle arachidi, un prodotto ad alto contenuto energetico, ricco di acidi grassi, proteine, fibre, polifenoli e composti bioattivi di potenziale interesse per la salute umana. I ricercatori hanno coinvolto 63 volontari sani tra 19 e 33 anni, a cui è stato chiesto di assumere quotidianamente arachidi. “La maggior parte degli studi di intervento nutrizionale viene condotta in coorti caratterizzate da obesità o fattori di rischio associati a malattie metaboliche – afferma l’autrice – in questi casi è più facile osservare un effetto benefico aggiungendo un alimento sano nel regime abituale. Il nostro lavoro mostra che l’assunzione giornaliera di prodotti a base di arachidi può portare a un miglioramento della funzione cognitiva e della risposta allo stress anche in una popolazione giovane e sana, in cui è tipicamente più complicato ottenere risultati evidenti”. “Non abbiamo notato differenze significative tra il consumo di burro di arachidi e noccioline intere negli effetti – riporta la scienziata – e sembra che l’età non abbia influenzato le analisi statistiche. Questo è un elemento di interesse dato che in molti casi si osservano variazioni in base all’età del campione considerato”. “Questo studio mostra risultati promettenti che richiedono conferma in coorti più estese – commenta Lamuela – speriamo di ampliare la ricerca sugli effetti del consumo di prodotti a base di arachide e dei composti bioattivi sul microbiota attraverso analisi di composizione microbica, microbioma, lipidomica e trascrittomica. L’obiettivo è di individuare i meccanismi coinvolti nell’asse intestino-cervello dopo il consumo di noccioline”. (AgOnb) Mmo 11:00</p>
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		<title>OSTEOPOROSI: come prevenirla</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2021/10/18/osteoporosi-come-prevenirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cynasky]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 14:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;osteoporosi è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico ed aumentato rischio di fratture. Si tratta di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>osteoporosi </strong>è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico ed aumentato rischio di fratture. Si tratta di una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide molto spesso con la comparsa di una <strong>frattura da fragilità spontanea o data da traumi di lieve entità</strong>.</p>
<p>Un adeguato introito di<strong> alimenti ad elevato contenuto di calcio</strong> come latte e derivati, noci, nocciole, mandorle, spinaci, soia, pesce lattarino ma soprattutto acqua minerale calcica è strategico per favorire il corretto rimodellamento scheletrico e l’acquisizione ed il mantenimento della massa ossea. Attenzione però agli alimenti che possono rallentarne l’assorbimento: si consiglia di non superare il consumo di 35g di fibra al giorno (presente soprattutto in alimenti integrali, frutta e verdura).</p>
<p>Affinché il calcio introdotto con gli alimenti venga assorbito correttamente è necessario inoltre avere normali livelli circolanti di <strong>vitamina D</strong> garantiti da una regolare esposizione al sole.</p>
<p>L’<strong>esercizio fisico </strong>è un altro importante tassello nella strategia di prevenzione delle fratture poiché aumenta la massa ossea e riduce la sua decalcificazione, favorendo i processi di mineralizzazione e quindi la deposizione di calcio. Il via, dunque, a lunghe passeggiate, bicicletta ed esercizi a corpo libero.</p>
<p>Infine, è importante eliminare quei fattori di rischio che portano ad una perdita progressiva di massa ossea, come l’<strong>abuso di alcool</strong> ed il <strong>fumo di sigarette</strong> e di limitare, quando non strettamente necessario, l’utilizzo di farmaci ad effetto osteopenizzante.</p>
<p>Quando l’osteoporosi si è instaurata e soprattutto quando essa si complica con le fratture, alle modifiche dello stile di vita bisogna aggiungere necessariamente una terapia farmacologica anti-osteoporotica.</p>
<p>Dott.ssa Erica de Angelis</p>
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		<title>MALATTIA DA REFLUSSO GASTRO ESOFAGEO MRGE</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2021/10/18/malattia-da-reflusso-gastro-esofageo-mrge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cynasky]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 14:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione che si sviluppa quando il contenuto acido gastrico risale in esofago superando le normali barriere anatomiche/funzionali determinando<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione che si sviluppa quando il contenuto acido gastrico risale in esofago superando le normali barriere anatomiche/funzionali determinando numerosi fastidi e abbassando la qualità della vita del soggetto.</p>
<p><strong>Il passaggio di acido dallo stomaco all&#8217;esofago avviene fisiologicamente durante la giornata, soprattutto dopo mangiato</strong>; tuttavia, se questi eventi superano una determinata soglia, in termini di frequenza e durata, si verifica una vera e propria malattia.</p>
<p>In Italia colpisce una persona su tre e la probabilità della sua comparsa aumenta con l’avanzare dell’età e del peso corporeo.</p>
<p>Tra i sintomi più frequenti si riconoscono: bruciore di stomaco che può estendersi fino alla gola,<br />
rigurgito acido e sapore spiacevole nella parte posteriore della bocca, alitosi, gonfiore addominale e flatulenza, difficoltà e/o dolore ad ingoiare (disfagia), mal di gola ricorrente, raucedine, tosse persistente e respiro sibilante (soprattutto durante la notte), infiammazione delle gengive, erosione dello smalto dentario e dolore toracico. Tali disturbi possono essere accompagnati, da un’infiammazione dell’esofago (esofagite) che, se protratta nel tempo, può favorire la comparsa di una condizione clinica che richiede una più accurata valutazione, chiamata “esofago di Barrett”.</p>
<p>I fattori che possono aumentare il rischio di reflusso sono principalmente: sovrappeso e obesità, utilizzo di determinati farmaci o presenza di particolari condizioni come l&#8217;ernia iatale, gastroparesi e stress.</p>
<p>Sebbene il punto cardine del trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sia rappresentato dall&#8217;uso di specifici farmaci, dobbiamo tenere in considerazione alcune misure igienico-dietetiche e nutrizionali.</p>
<p>I cibi che più facilmente favoriscono il disturbo, e che quindi vanno evitati sono l&#8217;aglio, la cipolla, la cioccolata, la menta, la liquirizia, le spezie (pepe, peperoncino, paprika&#8230;), lieviti freschi (cornetti, brioches, pizza ecc..) e l&#8217;alcol; è inoltre necessario ridurre il consumo di alimenti fritti e, più in generale, di cibi ricchi di grassi saturi (come ad esempio quelli conservati). E&#8217; importante mantenere il peso forma e dimagrire se si è in sovrappeso, fare pasti piccoli e frequenti, evitare pasti abbondanti la sera, non indossare abiti o cinture troppo stretti e rialzare la testiera del letto prima di coricarsi.</p>
<p>Un piano terapeutico nutrizionale redatto da un professionista può aiutare a ridurre significativamente la sintomatologia del disturbo.</p>
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		<title>Identificati 14 geni correlati all’obesità (e 3 che la prevengono)</title>
		<link>https://www.latuanutrizionistaroma.it/2021/10/12/identificati-14-geni-correlati-allobesita-e-3-che-la-prevengono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cynasky]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 16:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 12 ottobre 2021 (Agonb) – L’obesità colpisce oltre il 40% degli adulti americani: un nuovo lavoro dell’Università della Virginia, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Genetics,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.latuanutrizionistaroma.it/2021/10/12/identificati-14-geni-correlati-allobesita-e-3-che-la-prevengono/">Identificati 14 geni correlati all’obesità (e 3 che la prevengono)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.latuanutrizionistaroma.it">Erica De Angelis Biologa Nutrizionista</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 12 ottobre 2021 (Agonb) – L’obesità colpisce oltre il 40% degli adulti americani: un nuovo <a href="https://journals.plos.org/plosgenetics/article?id=10.1371/journal.pgen.1009736" target="_blank" rel="noopener">lavoro</a> dell’Università della Virginia, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Genetics, ha identificato 14 geni che possono causare l’aumento di peso e 3 che possono prevenirlo.</p>
<p>“Sappiamo di centinaia di varianti genetiche che hanno maggiori probabilità di manifestarsi in individui che soffrono di obesità e altre malattie – ha affermato Eyleen O’Rourke del Dipartimento di Biologia Cellulare della School of Medicine e del Robert M. Berne Cardiovascular Research Center -. Ma ‘più probabilità di presentarsi’ non significa causare la malattia. Questa incertezza è una delle principali barriere per sfruttare il potere della genomica della popolazione per identificare obiettivi per trattare o curare l’obesità. Per superarla abbiamo sviluppato una pipeline automatizzata per testare simultaneamente centinaia di geni. Il nostro primo ciclo di esperimenti ha scoperto più di una dozzina di geni che causano e tre geni che prevengono l’obesità. Prevediamo che il nostro approccio e i nuovi geni che abbiamo scoperto accelereranno lo sviluppo di trattamenti”.</p>
<p>In particolare, il blocco di azione dei tre geni che prevengono l’obesità conduce anche a una vita più lunga e a una migliore funzione neuro-locomotoria. (Agonb) Cdm 09:00.</p>
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